venerdì , 14 dicembre 2018
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Magdi Allam a Taranto: La nostra civiltà è in crisi e l’Islam ne sta approfittando

Magdi Cristiano Allam a TarantoL’attacco al fronte musulmano è stato diretto, chiaro, efficace, ma allo stesso tempo discutibile, a tratti molto forte e qualche volta scomodo a una parte delle orecchie all’ascolto. Magdi Cristiano Allam non ha tradito le attese alla Ubik di Taranto, dove è stato ospitato per presentare la sua ultima fatica, “Islam, siamo in guerra” edito da Magic Press.

Davanti a una sala gremita, Allam ha sciorinato in rapida sequenza tutte le tesi alla base della sua battaglia contro l’Islam, religione che ha praticato per 56 anni cercando, ad un certo punto, di cambiare dall’interno con una serie di iniziative, tra cui una visita al Quirinale nel 2004. Poi la folgorazione sulla via di Damasco, meglio di Roma, e l’abbraccio alla fede cattolica, da cui si è distaccato nel 2013 per diventare un pensatore libero, termine che fa rima con laico.

 Le sue teorie sono finalizzate a strappare dal volto dell’Islam una maschera, dietro cui ci sarebbe una religione non moderata e che avrebbe trovato nel Corano la fonte d’ispirazione per le sanguinose vicende di questi anni.

«Il titolo del mio libro – afferma il giornalista, attuale editorialista del Giornale di Alessandro Sallusti – si conferma ogni giorno più appropriato. Questa guerra è una realtà quotidiana, perchè il terrorismo islamico aggredisce dovunque in Europa. I fatti di Colonia sono stati premeditati attraverso la parola d’ordine ““Taharrush gamai”,  ovvero aggressione di massa. Se l’Islam incarna la morte, la donna incarna la vita e la rigenerazione, ecco perchè Islam e il genere femminile sono incompatibili». Giù il primo dardo contro i suoi ex fratelli di fede.

 Allam, intervistato dalla giornalista Francesca Rana, è un fiume in piena. «Nel Corano c’è Allah in persona – sostiene lo scrittore, ex vice direttore del Corriere della Sera sino al 2008 – per cui il libro sacro non può essere interpretato, ma va rispettato o osservato alla lettera. Allah viene “incartato”   nelle pagine del Corano, che deve essere la guida di tutti i credenti, ossia di coloro che si professano musulmani. Altrimenti, se sei un cristiano o un ebreo, sei un miscredente e ai non musulmani, lo dice il Corano, si deve dare un colpo secco tra capo e collo: vale a dire bisogna tagliare la testa. E poi come si potrebbe mai credere che il profeta Maometto possa parlare di pace, se proprio lui ha partecipato attivamente a più massacri?».

L’autore di diversi libri sul tema rifugge anche da chi effettua la distinzione, tra islamici moderati e integralisti. «Di fatto non si può parlare di Islam moderato, quando prima di pregare quotidianamente – prosegue – il credente musulmano recita la prima sura del Corano in cui si dice di essere nel giusto, mentre gli altri sono in errore. I terroristi dell’Isis applicano il Corano alla lettera e quindi loro sono dei veri musulmani. Le persone possono essere moderate, ma l’Islam no».

Infine molteplici fendenti contro l’Europa e l’Italia, ree di non opporsi con efficacia all’«invasione» dei musulmani, che approdano ogni giorno sulle coste della sponda sud del vecchio continente. «Fermo restando che gli africani andrebbero aiutati nei loro paesi di origine dando loro una formazione, l’Europa e l’Italia stanno facendo poco per controllare il fenomeno. Gli islamici – conclude Allam – sanno che la nostra civiltà è in crisi e ne stanno approfittando, ma noi non dobbiamo darlo a vedere. Invece non facciamo nulla per nasconderlo, come dimostrano le dichiarazioni di personaggi come il Primo Ministro britannico Cameron o altri politici italiani che non vorrei neanche nominare. Non è possibile che, negli ultimi tre anni, si siano perse le tracce di 200 mila immigrati in Italia: il ministro degli Interni si dovrebbe dimettere per alto tradimento. Dobbiamo reagire e svegliarci prima che sia troppo tardi».

Le affermazioni dell’ospite non hanno lasciato indifferenti i presenti, che hanno rivolto diverse domande, molte delle quali in contrasto con le tesi propugnate nel libro, ma più in generale nei suoi interventi in giro per l’Italia. Ma il contrasto fa parte della Democrazia.

Giuseppe Di Cera

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