Ogni giovedi ore 19.00
96.50 MHz Radio Cittadella


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Giornata: 6
Giocata il: 2013-10-06
Stagione: 2013/14

Bisceglie - Marcianise 1 - 2
Brindisi - TARANTO 2 - 0
Francavilla - S.F. Gladiator 1 - 0
Grottaglie - Gelbison 0 - 1
Manfredonia - Real Vico 0 - 1
Mariano K. - R.Metapontino 1 - 3
Puteolana - Matera 2 - 1
San Severo - Monopoli 1 - 2
Turris - Nardò 5 - 0

Nessuna giornata presente per la stagione 2013/14
Direttore:
Antonello Napolitano

Collaboratori:Fabio Cacciapaglia, Emanuela Carucci, Mirko Galati, Andrea Loiacono,Paride Sgobba, Valentina Pellegrino.

© Copyright. 2003-2010
Febbre a Novanta
Il rosso e il blu

registrazione al Tribunale di Taranto n. 11/10 del 18/09/2010

Direttore:
Antonello Napolitano

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Giampaolo Ciarcià a Febbre a 90: «Del calcio non amo la falsità e l’umiliazione».

«Anche se molti non saranno d’accordo, giudico positivamente il mio percorso con il Taranto. Con il Grottaglie ci vorrà tutta la nostra rabbia».

Antonello Napolitano - 26-10-2013

Taranto-Grottaglie : Duello in "famiglia" allo Iacovone.

Un derby ricco di ex soprattutto nelle fila del Grottaglie.

Andrea Loiacono - 26-10-2013

Verso il derby, qui Taranto

Papagni: “Basta ansie e paure, attenzione al Grottaglie”

Luca Fusco - 25-10-2013

26/10/2013 - I 22 convocati di Mister Papagni per Taranto-Grottaglie. Balistreri ed Ancora ci sono!


25/10/2013 - Le condoglianze della Torre Rossa al segretario Alvaro Caldarola


25/10/2013 - Andrea Mei di Pesaro arbitra Taranto Grottaglie


Presentazione Aldo Papagni


Taranto San Severo del 13.10.2013


Taranto Turris Neapolis 0-2 del 29.09.2013


mostra elenco completo

Primo viaggio in Sicilia per l’Italcave Real Statte

Canosa-Torre rossa match da brividi

Marzella e il primo mese di campionato

Pallanuoto: mercato in fermento per la Rari Nantes Taranto

Legea Taranto, nulla di fatto in Calabria

Puteolana - Taranto 2-2: L'avvio e la fine condannano i rossoblu al pareggio.


Le pagelle di Puteolana - Taranto. Mignogna a tutto campo migliore in campo


Taranto San Severo 1-1: delusione allo Iacovone


Giampaolo Ciarcià a Febbre a 90: «Del calcio non amo la falsità e l’umiliazione».


Verso il derby, qui Taranto


Verso il derby: qui Grottaglie


Taranto-Grottaglie : Duello in "famiglia" allo Iacovone.


Borsino: Balistreri di nuovo a disposizione di Papagni


Partono oggi, 25 ottobre 2013, le iscrizioni alla Scuola Calcio del Taranto


Giampaolo Ciarcià ospite di Febbre a 90 su Radio Cittadella


Taranto - Grottaglie: aperta la prevendita


Domani sera ottavo appuntamento con Jo Sport


Ciao Skin! Mille persone hanno salutato Claudio Morabito, ultras e militante ambientalista


Il feretro, al termine del funerale, è stato portato allo stadio tra cori, torce e striscioni

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Una grandissima folla ha partecipato commossa questa mattina ai funerali di Claudio Morabito, il ragazzo di 29 anni morto nella notte tra venerdì e sabato a seguito di un tragico incidente avvenuto a San Vito. Più di mille le persone, tra le quali militanti ambientalisti, il sindaco Stefano e tanti tifosi del Taranto, che hanno voluto tributagli l’ultimo saluto. Entrare in chiesa, la stessa dove trentatrè anni fa si celebrarono i funerali di Erasmo Iacovone, era impossibile. Corso Italia era bloccata dalla folla al punto che la polizia municipale è stata costretta a deviare il traffico. Claudio – secondo chi ha avuto la fortuna di conoscerlo da vicino - era tante cose. Tra le molte passioni che lo animavano c’era anche la musica per la quale si era speso come DJ.

L’uscita del suo feretro, dalla chiesa di San Roberto Bellarmino non a caso è stata accompagnata dalle note di “Siamo Liberi” di Vasco Rossi. Claudio era un persona speciale e così è stato anche il suo funerale. I compagni della curva prima di lasciarlo l’hanno voluto accompagnare allo stadio . Insieme a lui si sono recati in corteo fino alla Curva Nord. E, seppur con il cuore gonfio di immensa tristezza, è stata una festa di colori e cori, gli stessi che Claudio faceva rivivere durante le partite del Taranto. Dopo tanto tempo si sono rivisti gli striscioni del Gruppo Zuffa e dello Psyco Group. Non mancava la “pezza” dei suoi amici ambientalisti “Ammazza che piazza”. Quando il feretro è stato tirato fuori, avvolto dalle sciarpe rossoblù e da una t-shirt con la scritta “fiero di non essere tesserato” forti si sono levati cori e slogan. Il tutto tra pugni chiusi, bandiere rosse con l’icona di Che Guevara, il colore vivace di torce e fumogeni e gli striscioni ai quali i suoi amici della curva hanno affidato il saluto finale: “Ciao Claudio” e “Ciao Skin”.

Claudio era in città una figura notissima che aveva fatto della militanza il suo modo di vivere. Basta visitare il suo profilo su Facebook per capire chi era Claudio. In una foto lo si vede stringere tra le mani uno striscione che recita “Siamo nati per lottare”. E Claudio ha lottato in tutte le situazioni alle quali si è appassionato. Sempre in prima linea nelle lotte contro le grandi industrie che inquinano, è stato attivista dapprima di Rifondazione Comunista e successivamente del Centro Sociale Cloro Rosso. Aveva inoltre dato vita ad “Ammazza che piazza”, un’iniziativa che grazie all’enorme tam tam dei social network è stata capace di radunare decine di giovani con l’intento di ripulire dai rifiuti, parchi, giardini e siti archeologici.

Claudio era davanti a tutti, ancora qualche giorno fa- quando ha avuto inizio il processo per l’assassinio della povera Sarah Scazzi. Insieme ai suoi compagni aveva dato vita ad un sit-in improvvisato dinanzi al Tribunale nel corso del quale era stato srotolato uno striscione che recitava: “Sulla morte di Sarah avete speculato, ma del nostro inquinamento non avete mai parlato”.

Claudio amava Taranto e la squadra di calcio. La sua figura era nota anche tra gli ultras della curva nord. Ieri prima del match con il Pavia i tifosi rossoblù hanno osservato cinque minuti di silenzio. La sua figura è stata ricordata anche in altri stadi tra cui Brindisi. Nel 2007 rimase coinvolto negli incidenti che si verificarono durante Taranto Massese a seguito dell’uccisione del tifoso laziale Gabriele Sandri. Per quella vicenda ha conosciuto il carcere. “Non si può morire per una partita di calcio – diceva”. Alla condanna del tribunale è seguita l’esperienza dell’affidamento ai servizi sociali. La sua è stata una vita piena di passioni. Una vita nata per lottare.

Antonello Napolitano - 23-01-2012