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CRIMINALI

E' la conclusione unica cui si arriva dopo aver metabolizzato le immagini degli scontri avvenuti la scorsa sera a Catania. Una serata che sarebbe dovuta essere di sport, di tradizione -si giocava il derby tra Catania e Palermo -, una serata che ha invece portato via un padre, un marito...

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Taranto Gallipoli, spettacolo satellitare
Taranto, 20 marzo (Antonello Napolitano). - Era da tanto tempo che non si avvertiva una tensione interiore così forte per una partita del Taranto. L’occasione l’ha fornita questa sfida dello Jonio, che le voci di dentro della tifoseria rossoblu, hanno più volte ripetuto non essere un derby. [..]

Pietre da Cava. Taranto Cavese sospesa
Come accaduto nel 2001, 150 tifosi provenienti da Cava dei Terreni, sfuggono per alcuni minuti al controllo della polizia e creano gravi disordini. Violentissime sassaiole con gli ultras tarantini prima, durante e dopo la partita. [..]

Il dopo Taranto Foggia: Per i rossoblù è ormai ansia da prestazione

di Paride Sgobba - 08/03/2010

E’ ancora viva la delusione all’indomani del derby pareggiato malamente col Foggia. Malamente non perché un risultato a reti bianche sia il peggiore in assoluto. Ma perché il Taranto doveva assolutamente tornare al successo, dopo la scialba prestazione di Giulianova. E di fronte, con tutto il rispetto, c’era un Foggia allo sbando, relegato alla penultima posizione in classifica e nettamente inferiore tecnicamente. Promesse e apparente sicurezza di avere già in tasca un obiettivo mentalmente raggiunto, sono stati cancellati dagli assordanti fischi. Quelli che hanno seguito il triplice fischio del direttore di gara. Fischi di disapprovazione: sacrosanti al di là dell’impegno profuso dagli undici in campo. Questo è ineccepibile.

E di chi sono le colpe allora? Il buon Dellisanti si è assunto le sue a fine gara. Con umiltà e con la consapevolezza di aver sbagliato la gestione della gara in un momento cruciale del match, quando serviva pazientare, proprio come è stato sempre decantato alla vigilia. E invece l’inserimento delle quattro punte contemporaneamente, ha rilegato strani meccanismi all’undici, in un momento in cui la lucidità in campo era già abbondantemente esaurita. La sfortuna, poi. Ci può anche stare, nel momento in cui Ferraro si vede sbarrare la strada dall’eroe di giornata, che ieri difendeva i pali della porta del Foggia. Ma una squadra con determinati nomi e ambizioni, non può sempre recriminare la mala sorte. La formula per sconfiggerla è immediata: aumentare le occasioni propizie. Facile a dirsi, difficile a farsi. Quante volte il Taranto si è reso davvero pericoloso? E qui la percentuale si abbassa notevolmente se vediamo la mole di gioco costruita da Migliacco & co.

Scontate le conclusioni. Questo Taranto non è ancora maturo per subire determinate pressioni in una piazza che non ha più pazienza, né voglia di aspettare. Ieri a pagarne le spese è stato forse il condottiero. Ma a guardare i risultati delle altre l’amarezza aumenta. Perché un Verona che esce sconfitto con la Reggiana, o Pescara, Portrogruaro e Pescara che pareggiano, o ancora un Cosenza che subisce il Potenza, servono solo ad aumentare la rabbia di qualcosa che sarebbe potuto essere ma che purtroppo non è stato. L’attenuante è che i rossoblu sono ancora a due lunghezze dai play-off, sempre grazie a vicissitudini esterne. Eppure a quest’ora si poteva essere saldamente in zona promozione, senza dover far ricorso a forze diverse. Ora è tempo solo per guardare avanti, domenica c’è un Potenza che a dispetto della classifica ha castigato un Cosenza che viaggiava ad ali spiegate. E ad attendere i rossoblu ci saranno vecchie conoscenze. Tanto per aumentare le insidie, tanto per mettere ulteriori pressioni ad una squadra che non è in grado di sopportarle. E’ questo il vero problema.

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