Taranto, cosa ti succede?
La sindrome del pareggio sta diventando un male sempre più preoccupante per il Taranto. Il pareggio a reti bianche centrato contro un umile Foggia ha il sapore della sconfitta, in considerazione delle numerose occasioni da rete sprecate soprattutto nella prima parte di tempo. Ma il Taranto, in realtà, gioca solo per 45 minuti: Scarpa, Cuneaz, Ferraro e Corona trovano davanti Milan: un giovane e scattante portiere tornato titolare in occasione del derby. Gli ionici, solo nella prima parte dell'incontro, attaccano da tutte le parti, ma il feeling con la rete è lontano.
Ogni folata offensiva appare un timido tentativo senza una logica stabilita. Si tenta per inerzia, non si ragiona. Inoltre, con il passare del tempo emergono ansie da prestazione. Alla fine arriva il segno X numero tredici della stagione, il quinto davanti al pubblico dello Iacovone apparso visibilmente deluso a fine match. In campo si sono incontrate due compagini attrezzate per raggiungere obiettivi diversi, ma basta rivedere il secondo tempo per annullare il margine di differenza tecnico - tattico. Le buone notizie arrivano solo dalla difesa, perchè è l'unico reparto che continua a trasmettere fiducia. I rossoblù, avvolti dalla rete difensiva foggiana, sono passati, sul piano tattico, dal 4-4-2 al 4-2-4 con risultati pessimi: i giocatori improvvisavano giocate con il risultato di appesantire la manovra. Il centrocampo si è spappolato e lo scarso movimento senza palla ha favorito il Foggia. I numeri dell'attacco del Taranto sono impietosi: 22 realizazioni; ossia la media di una squadra che lotta nelle zone basse della graduatoria. E cosa succede all'ultimo acquisto Ferraro? Perchè, nonostante l'impegno, è opaco sotto porta?
Al di là del singolo, è tutta la squadra che deve trovare, nel breve tempo possibile, la soluzione per tornare alla vittoria. La truppa di Franco Dellisanti, domenica prossima, sfiderà un Potenza fanalino di coda caricato dal successo esterno ottenuto in quel di Cosenza. Sfida dal sapore particolare quella del Viviani, perchè i rossoblù sfideranno due ex: Ezio Capuano e Vittorio Galigani.