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CRIMINALI

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Nicola Russo si racconta a Febbre a 90 "Sogno di andare in B col Taranto":

di F. Friuli e F. Vozza - 03/02/2010

Nonostante il calcio-business di questi ultimi anni, esistono storie da libro Cuore. Una di queste è scritta in quel capitolo, virtuale, chiamato U' Piccinne. Il giovane attaccante Nicola Russo è una delle scoperte più belle di questa stagione sportiva, tarantina e nazionale. Il calciatore di Paolo VI ha un particolare sogno nel cassetto: raggiungere la serie B proprio con la maglia del Taranto, la squadra della sua città. La notorietà di questi ultimi mesi, però, è stata ben assorbita dal baby talento. Nicola, infatti, non si è montato la testa e prosegue il suo percorso di crescita con l'umiltà che lo ha finora contraddistinto.
 
Cosa è cambiato con il gol di Pescara?
 
“Tante cose, soprattutto per quel che riguarda le mie condizioni fisiche, l'intensità. Mi stanno aiutando anche i miei compagni di reparto, Corona ed Innocenti. Il loro contributo serve per crescere giorno dopo giorno”.
 
Quanti sacrifici hai fatto per arrivare a questi livelli?
 
“Tanti. Mio padre, ad esempio, mi accompagna allo stadio ogni giorno partendo dal quartiere Paolo VI. Percorriamo al giorno circa 30 chilometri. Per questo ringrazio anche lui. Non è facile per un diciottenne giocare nella propria città”.
 
Ti piace il soprannome U' Piccinne?
 
“Si. Ringrazio Gianni Sebastio che mi ha attribuito tale nome”.
 
Quali emozioni ti suscitano i colori di maglia che hai indossato negli ultimi mesi: il rossoblù e l'azzurro della Nazionale.
 
“Il rossoblù, soprattutto, ce l'ho nel cuore. L'azzurro, invece, mi sta valorizzando. Speriamo di andar avanti con questi due colori”.
 
Sei stato convocato nella Nazionale Under 20 di Francesco Rocca. Che impressioni hai avuto conoscendo quell'ambiente?
 
“Eravamo solo 2-3 ragazzi di Lega Pro, gli altri militavano in serie A. E' stata una cosa meravigliosa giocare con loro. Mister Rocca mi ha ben impressionato: educa i ragazzi e lavoro molto bene”.
 
Il tuo esordio a Sant'Antonio Abate contro la Juve Stabia. Qual è il tuo ricordo?
 
“Ricordo bene quel giorno e ringrazio Stringara. Mi stavo riscaldando a bordo campo, ad un tratto mi ha chiamato il mister dicendomi che dovevo entrare sul terreno di gioco. Tremavo per la paura di sbagliare. Poi ho dimostrato quello che valgo”.
 
Com'è cambiata la tua vita privata? È rimasto sempre lo stesso il tempo che dedichi agli amici?
 
“Sempre lo stesso. Gli amici sono ancor più vicini ora che avverto qualche problema al ginocchio”.
 
A proposito spiegaci cosa ti è successo?
 
“Non è nulla di grave. Ho una infiammazione al tendine rotuleo e dovrò star fermo dai 7 ai 10 giorni. Al 90% salterò Reggio Emilia. Con la sosta però preparare meglio la partita contro il Pescina”.
 
Domenica a Ferrara, quando hai mancato il gol, cosa hai pensato?
 
“Mi sono sentito male: non è da me sbagliare un ‘occasione come quella. Dopo averla rivisto in televisione ho notato che ero solo. I miei compagni, però, non mi hanno avvertito che non accorreva nessuno. In quel caso, avrei stoppato il pallone e tirato di seconda”.
 
Ti piace essere riconosciuto per strada?
 
“Mi fa piacere, ma rimango con i piedi per terra”.
 
Davanti a te hai attaccanti dal nome altisonante come Corona ed Innocenti. Cosa hai imparato da loro?
 
“Mi suggeriscono i giusti movimenti da compiere in campo. Ogni giorni mi danno nuovi consigli perchè hanno esperienza in campionati superiori. Sono dei padri di famiglia. Se sbaglio qualcosa mi incoraggiano. Per un diciottenne non è facile giocare con loro”.
 
A Parma parlano tanto di te. Il prossimo anno dove giocherai?
 
“Fino a giugno sarò a Taranto. Dipende, poi, dal presidente: se raggiungiamo la B non credo che mi lascerà andare al Parma”.
 
Russo può diventare in futuro quello che Totti è per la Roma?
 
“Volentieri. Il sogno, però, è andare in serie B e diventare il capitano del Taranto. Rimanere in C non è bello per questa città e questi tifosi”.

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